6 FATTORI CHE SCATENANO GLI ATTACCHI DI PANICO

Soffire di attacchi di panico è una condizione comune a molte persone. Negli ultimi decenni l’attacco di panico è diventato uno dei disturbi più diffusi. Infatti, secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) 3 persone su 10 hanno attacchi di panico, ovvero il 30% della popolazione.. una percentuale altissima

 

Molto spesso però chi ne soffre tende, per difesa, a nascondere il suo problema, sentendosi l’unico prescelto da questo male, non sapendo invece che ci sono tante altre persone che condividono le sue difficoltà.

Per capire e prevenire l’attacco di panico, bisogna adottare una visione olistica (mente-corpo), poiché non si tratta di un fenomeno soltanto psicologico, ma anche fisiologico. Molto spesso, invece, si tende solo a medicalizzare i sintomi ricorrendo subito all’uso di psicofarmaci, o solo a cercare la sofferenza psicologica profonda.

Per capire l’attacco di panico, bisogna avere una visione d’insieme e per curarlo bisogna adottare un approccio mente-corpo. Poiché cioè che alimenta il circolo vizioso del panico è l’insieme delle sensazioni corporee (tachicardia, difficoltà a respirare, sudorazione, etcc..) unite alla percezione di pericolo avvertita dalla mente.

Per questo, di seguito evidenzierò una serie di fattori, spesso sottovalutati, che possono scatenare gli attacchi di panico.

1. Il caldo, l’afa e l’umidità.

In estate sembrano aumentare gli attacchi di panico.

Perché? La spiegazione risiede nei diversi livelli di anidride carbonica! D’estate, infatti, ci sono maggiori quantità di anidride carbonica (CO2) nell’aria. Così, l’anidride carbonica inalata va a stimolare i recettori che hanno la funzione di analizzare la qualità dell’aria. Queste “sentinelle ecologiche” si rendono conto che i livelli di CO2 sono più alti dei livelli di ossigeno e attivano una sorta di allarme, un “codice rosso” che predispone il corpo alla fuga..

Aumenta così il battito cardiaco, il numero di atti respiratori, i tremori.. La mente percepisce che il corpo le sta mandando un segnale d’allarme e si innesca così il panico!

COSA FARE ALLORA.

  • Evitare luoghi chiusi e affollati, perché c’è una maggiore concentrazione di anidride carbonica.

  • Passare meno tempo possibile in luoghi inquinati.

  • Ridurre uso di metropolitana e stazione dei treni

  • Passare più tempo in parchi

  • Garantirsi una buona ventilazione se ci si trova in edifici chiusi

2. Alta montagna

Qualcuno avrà notato che in alta montagna la respirazione diventa più faticosa. Perché?

In realtà la composizione dell’aria è la stessa che troviamo a livello del mare. Ciò che cambia è la pressione barometrica. Nello specifico, in  quota c’è meno pressione. E la minore pressione può rendere più faticoso l’atto respiratorio.

La difficoltà nel respirare può diventare poi un campanello d’allarme. La mente interpreta quel segnale come un segnale di pericolo e dice al corpo di intensificare le risposte fisiologiche.. innescando così un circolo vizioso che porta al panico.

COSA FARE ALLORA.

  • Rimanere calmi quando si sente che l’aria sta diventando più pesante. Il corpo ha solo bisogno di tempo e gradualità per abituarsi al diverso livello di pressione

  • Non fare sforzi fisici eccessivi, perché uniti alla bassa pressione possono rendere ancora più difficoltoso l’atto respiratorio.

3. Blocco della digestione

Un blocco della digestione può determinare una paralisi della circolazione sanguigna a livello dello stomaco e degli organi addominali. Questo induce il cuore ad aumentare la sua attività. Ne deriva un maggiore affaticamento del cuore, una difficoltà a respirare e di conseguenza oppressione toracica, senso di soffocamento e palpitazioni. Queste risposte aumentano se ci si corica subito dopo aver mangiato.

COSA FARE ALLORA.

  • Assumere bevande calde, anche solo acqua, o camomilla o tisane (evitare tè e caffè). L’assunzione di bevande calde riattiva i processi digestivi e permette l’espulsione dei gas che causano la paralisi motoria dello stomaco

  • Fare delle espirazioni molto lente e prolungate fino a svuotare completamente i polmoni, comprimendo bene diaframma e muscoli addominali. Fare delle successive inspirazioni.

  • Borsa dell’acqua calda sullo stomaco

  • Massaggio allo stomaco

4. Carenza di magnesio

Il magnesio è il quarto minerale più ricco nel nostro corpo. Serve a mantenere un buon ritmo cardiaco, a regolare i livelli di zucchero nel sangue, a regolare la pressione arteriosa. Una carenza di magnesio può causare ansia e iperattività, crampi e dolori cronici, tic, mal di testa, insonnia, pressione alta e diabete.

COSA FARE ALLORA.

  • Assumere integratori di magnesio.

  • Assumere cibi ricchi di magnesio come frutta secca (non tostata), spinaci, fagioli.

  • Consultare un nutrizionista

5. Caffeina, tè, cioccolato fondente, alcol, zuccheri semplici

Questi alimenti vanno a stimolare eccessivamente le ghiandole surrenali aumentando i livelli di nervosismo.

COSA FARE ALLORA

  • Evitare questi alimenti

  • Consumare più frutta e verdura che rendono il corpo ben mineralizzato

  • Consumare più cereali

  • Consultare eventualmente un nutrizionista

6. Carenza di vitamina B6 e D

Diversi studi hanno evidenziato come una carenza di vitamina B6 e D possono essere alla base di molti disturbi emotivi.

In particolare la vitamina D è considerata come il più potente antidepressivo di cui disponiamo naturalmentel

COSA FARE ALLORA

  • Sottoporsi a esami del sangue periodici per capire eventuali carenze

  • Integrare l’alimentazione

  • Esporsi al sole per aumentare la vitamina D

Dunque per prevenire e curare gli attacchi di panico bisogna seguire un approccio integrato: oltre a capire le cause psicologiche, è opportuno anche ampliare le proprie conoscenze sulle cause che scatenano il panico e seguire una serie di accorgimenti nella vita quotidiana, dall’alimentazione alle strategie comportamentali.

Mi piacerebbe conoscere la vostra esperienza.

Se volete potete scrivere le vostre osservazioni nei commenti.

Mariangela Romanelli – Psicologa Psicoterapeuta

Bologna e Treviso

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