Pensieri: quando diventano ossessivi

pensieri ossessiviÈ un normale martedì pomeriggio quando realizzo che mia nonna durante il giorno non ha risposto alle mie chiamate. Un pensiero fugace mi attraversa la testa: “E se fosse morta?” .

E poi penso: “Ma no, probabilmente è indaffarata e si è dimenticata di richiamarmi”. Cerco tutte le spiegazioni più ragionevoli..

Ma qualche secondo dopo il pensiero mi torna in mente, più forte di prima, fino a portarmi a un’escalation di panico. Alla fine i miei pensieri si rivelano infondati quando mia nonna mi scrive che è in gita con il suo gruppo di amiche..

Questo aneddoto suona familiare? È solo un esempio di pensiero ossessivo, e credo che tutti almeno una volta nella vita abbiamo avuto una versione, più o meno intensa, di questa esperienza.

Questi pensieri sono inutili nel migliore dei casi e debilitanti nel peggiore dei casi. La ruminazione mentale, infatti, non solo non ci offre nuove intuizioni o soluzioni, ma ci porta anche a emozioni negative e spesso a un calo dell’umore.
Ovviamente, però, questi pensieri sorgono in modo automatico e controllarli sembra un’impresa impossibile!

 

Quali sono i pensieri ossessivi più frequenti?

I pensieri ossessivi, dunque, sono pensieri ripetitivi, ricorrenti e involontari che riguardano preoccupazioni, paure o angosce. Sono talmente martellanti che ci impediscono di concentrarci sul momento presente. A volte determinano anche un calo dell’umore e una riduzione nel nostro funzionamento quotidiano.

I pensieri ossessivi possono presentarsi in diversi modi:

  • Preoccupazione costante di prendere una malattia
  • Timore di essere contaminati con tossine ambientali o con i germi di altri
  • Un’intensa paura che accada qualcosa di orribile a una persona cara
  • Profonda preoccupazione di perdere il controllo delle proprie azioni fino a commettere qualcosa di estremamente imbarazzante o pericoloso per gli altri
  • Pensieri aggressive o inquietanti, come pensieri di uccidere il partner o il proprio bambino
  • Immagini sessuali che potrebbero includere violenza sessuale o atti sessuali inappropriati
  • Preoccupazione di ordine religioso, come pensare di essere puniti da Dio per una propria azione
  • Paura di lasciare la porta aperta o il gas accesso
  • Paura che i ladri entrino in casa per rubare
  • Preoccupazioni riguardanti l’orientamento sessuale
  • Paura di dimenticare o perdere qualcosa
  • Un forte bisogno di riordinare le cose finché non si percepiscano come perfette
  • Ossessione per le simmetrie

 

Quando si può parlare di pensieri ossessivi?

Pensieri strani e inquietanti si manifestano quotidianamente nella mente della maggior parte delle persone. Dunque, avere pensieri negativi che causano paura o dubbi è normale.

I pensieri diventano ossessivi in base al modo in cui ci relazioniamo ad essi. Un pensiero diventa patologico quando iniziamo a credere che sia vero, senza metterlo in discussione.

A volte i pensieri ossessivi influiscono anche sui nostri comportamenti. Infatti, molto spesso si associano alle compulsioni, ovvero azioni ripetitive e ricorrenti che servono ad attenuare il disagio e l’ansia.

Quando pensieri ossessivi e compulsioni si associano, si parla di Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC).

Una forte ansia o un periodo di stress prolungato possono essere la principale causa di questi pensieri.

Sebbene sia doloroso, è importante ricordare che sia i trattamenti psicologici che quelli medici, in caso di pensieri ossessivi persistenti, possono essere efficaci nel ridurne l’intensità e la frequenza..

 

Reprimere il pensiero non funziona!

Quando abbiamo un pensiero ossessivo, il nostro primo istinto è quello di bandirlo. Evitare qualcosa che ci fa male fa parte della nostra natura: quando la stufa è calda, non la tocchiamo per non scottarci. Semplice. Ma questo principio non funziona con il pensiero ossessivo!

Infatti, quando cerchiamo di evitare il pensiero, mentre siamo in uno stato ossessivo, il cervello continua a ricordarci il pensiero indesiderato. È lo stesso principio base per cui viene detto di non pensare a qualcosa – ad esempio un elefante rosa – e la nostra mente va direttamente lì.

Quindi cercare di sopprimere i pensieri negativi, non fa che amplificarli. Ne deriva un circolo vizioso in cui più si cerca di reprimere i pensieri, più i pensieri diventano angoscianti.  Sebbene sia doloroso, è importante ricordare che sia i trattamenti psicologici che quelli medici possono essere efficaci nel ridurre l’intensità e la frequenza dei pensieri di DOC.

 

Cosa fare invece?

  1. Dare uno spazio mentale ai pensieri ossessivi, guardandoli semplicemente come pensieri.

Come abbiamo visto cercare di scacciarli non fa che amplificarli.

Quindi non ci resta che accettare momentaneamente che ci faranno “compagnia” per un po’ di tempo. Accettare non significa rassegnarsi, ma prendere atto dell’entità della situazione ed esserne tolleranti.

In fondo i pensieri ossessivi sono lì perché, dal profondo, vogliono dirci qualcosa. Quindi vale la pena ascoltarli.

Prima gli diamo uno spazio prima possono esaurirsi!

 

  1. Distinguere pensiero reale da pensiero esasperato o infondato

Molto spesso i pensieri ossessivi sono infondati. Nascono solo da una paura, senza avere un’attinenza con la realtà. (Ad esempio aver paura della morte di un parente, senza che ci sia una malattia terminale o una causa presente reale). Ovviamente in quel momento non si ha la prontezza di capire se il pensiero è esposto a un’esagerazione. Quindi bisogna ricordarsi di fermarsi con l’attività mentale per chiedersi “cosa c’è di presente e reale in quello che sto pensando?”, “E’ un pensiero infondato o fondato?”.

 

  1. Cercare di respirare e rimanere sul momento presente

 

Dopo essersi chiesti cosa c’è di reale e presente in ciò che stiamo pensando, conviene concentrarsi sul momento presente. In particolare, il mio consiglio è di fare dei respiri lenti e profondi cercando di sentire le sensazioni del respiro; guardarsi e toccarsi le mani (secondo la medicina cinese toccare i punti energetici della mano, può attenuare l’ansia); ripetersi “sono qui, sono vivo, non c’è nessun pericolo!”

 

  1. Una volta cessata l’emergenza, è bene chiedersi quali sono le emozioni sottostanti, cosa vogliono dirci i pensieri ossessivi su di noi.

Sicuramente non è semplice decifrare il significato nascosto dei pensieri, ma sicuramente vogliono dirci qualcosa di importante. Quello che ho potuto notare, nei miei anni di lavoro, è che i pensieri ossessivi hanno sempre un significato. Esprimono in modo velato qualcosa che ci fa soffrire a livello inconscio.

E’ utile ascoltarsi a livello emotivo e sviluppare una sorta di dialogo interiore: “cosa sto provando?”, “quando ho provato questa emozione per la prima volta?”, “da dove può derivare questa sofferenza?”, ecce cc..

Ovviamente sviluppare un dialogo interiore simile è molto difficile da soli.. E’ proprio a questo che servono gli psicologi!

Soltanto gestendo le emozioni che ci sono alla base, è possibile ritornare ad essere padroni dei propri pensieri!

 

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psicologo bologna, psicologo treviso

Mariangela Romanelli – Psicologa Psicoterapeuta

Terapeuta EMDR

Per info o appuntamenti 3454109766

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